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    Giovedì, 10 Settembre 2020 13:12

    Scontro diga di San Giuliano: gli agricoltori ne pagano le spese

    Puglia e Basilicata: si scontrano per la risorsa idrica del Bradano. A scatenare il conflitto, il mancato accordo tra le due regioni in merito alla gestione di un potenziale irriguo da 94 milioni di metri cubi.

    Facciamo un po’ di chiarezza, ecco cosa è accaduto.
    Le acque del Bradano, utilizzate per irrigare le campagne tarantine giungono dal lago di San Giuliano, sito nei pressi di Matera. Il Consorzio pugliese di bonifica di Stornara e Tara, tuttavia, avendo qualche arretrato da pagare alla Regione Basilicata, non ha fatto richiesta dell’acqua del lago. I gestori della diga, che afferiscono alla regione lucana, non hanno quindi fornito l’acqua agli agricoltori che, di fatto, sono gli unici a pagarne le spese.

    Oggetto del contendere è proprio la gestione della diga. Stando, infatti, alle parole del referente della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) di Taranto, la Basilicata negherebbe l'acqua agli agricoltori pugliesi perché la diga di San Giuliano, pur appartenendo per il 50% alla Puglia, è totalmente a carico dei lucani. Compresa nei territori comunali di Grottole, Matera e Miglionico, la diga per la gestione tecnica fa riferimento all’“Ente per l’irrigazione della Puglia, Lucania e Irpinia” e consente un accumulo teorico di 107 milioni di m3 d’acqua. 

    La questione è ancor più allarmante se si considerano le conseguenze che un simile disaccordo ha implicato effettivamente sul piano produttivo.


    L’assenza di adeguati interventi di irrigazione, congiunta alle elevate temperature delle settimane trascorse, ha infatti messo a dura prova le colture dell’agro tarantino.

    La Cia Due Mari nel mese di agosto ha fatto appello al governatore della Puglia, Michele Emiliano, per un intervento risolutivo verso quell’immobilismo tutto pugliese che avrebbe favorito il sopravvento delle autorità lucane sulla risorsa idrica di San Giuliano, garantito dal vantaggio di averla sul proprio territorio e di poter controllare il canale principale che porta l’acqua dalla diga verso le campagne.

    Ad oggi, però, la situazione non sembra esser migliorata. Domenica 6 settembre, infatti, il Consorzio unico della Basilicata ha fatto arrivare dalla diga di San Giuliano 1116 litri d’acqua al secondo verso i campi lucani a fronte dei 743 erogati per i campi coltivati di Taranto.
    Uno sbilanciamento ancora una volta ingiustificato. Anche perché gli accordi relativi l’utilizzo della risorsa idrica per l’irrigazione erano altri e contemplavano, come già per la gestione della diga, una uguale distribuzione per le esigenze lucane e per le occorrenze pugliesi.

    “Abbiamo denunciato questa disparità di trattamento lo scorso 27 agosto, ma la disparità è reiterata ogni giorno”, hanno spiegato Vito Rubino e Pietro De Padova, rispettivamente direttore e presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi).
    “In queste giornate le temperature sono ancora molto alte. Vi è stato un abbassamento del livello dell’acqua nel canale adduttore lungo 35 chilometri che porta la risorsa idrica dalla diga di San Giuliano fino a Palagianello, tanto che per alzare nuovamente il livello si sta facendo affluire acqua anche dalla diga del Sinni. Tutto questo però comporta un miglioramento della situazione solo per gli agricoltori lucani, poiché verso i campi della Basilicata sono stati ‘dirottati’ 1116 litri d’acqua al secondo a fronte dei 743 distribuiti verso i campi del Tarantino”, hanno poi aggiunto Rubino e De Padova, mostrando le foto che documentano tale disparità di trattamento.

    “Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo per chi continua a fare finta di non saperlo: la diga di San Giuliano non è ad uso esclusivo della Basilicata, per il 50% appartiene alla Puglia, ma la gestione è totalmente a trazione lucana a causa dell’assenza del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara. A pagare le conseguenze di questo stato di cose – hanno ribadito - sono gli agricoltori del Tarantino, ai quali viene negata la possibilità di avere a disposizione lo stesso quantitativo d’acqua a uso irriguo che è invece garantito alle aziende agricole della Basilicata. Vogliamo un trattamento equo e giusto per gli agricoltori pugliesi. Le altissime temperature di queste settimane, in assenza di interventi adeguati di irrigazione, mettono a rischio le colture. La situazione è grave, ingiusta e inaccettabile”.

    Di qui l’appello: “Noi non vogliamo né una goccia di più né una goccia di meno di acqua rispetto a quanto viene assicurato agli agricoltori della Basilicata. Facciamo nuovamente appello all’Autorità di Bacino, alla Regione Puglia, all’ente regionale della Basilicata, al Consorzio di Bonifica Stornara e Tara e, più in generale, al livello politico-istituzionale: occorre rispettare concretamente i diritti degli agricoltori pugliesi”.
    “Non si comprendono i motivi per i quali chi dovrebbe, sul fronte pugliese, garantire l'equa distribuzione sollecitando i decisori lucani non interviene concretamente, nonostante le nostre rimostranze ampiamente documentate anche con fotografie”. 

    Ribadendo la criticità della situazione, i due hanno quindi concluso: “Non è possibile continuare a essere inattivi rispetto a chi, in Basilicata, fa il bello e il cattivo tempo su una questione idrica sempre più drammatica e stringente, tutto questo soprattutto a causa dell’assenza della dirigenza del Consorzio Stornara e Tara e della mancanza di qualcuno che contrasti decisioni unilaterali”.


    Ilaria De Marinis
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