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    Venerdì, 25 Settembre 2020 08:59

    Drosophila suzukii, identificato un nuovo nemico

    A distanza di un mese, Drosophila suzukii torna a far parlare di sè. La ricerca per contrastare il moscerino pare infatti giungere a un nuovo, importante sviluppo.

    Qualche giorno fa la Fondazione Edmund Mach (FEM) ha identificato un parassitoide che, integrando l’azione del Ganapsis brasiliensis, potrebbe rappresentare un efficace strumento di contrasto al fitofago. 


    Si tratta della Leptopilina japonica, insetto individuato in un ceraseto della valle dell’Adige.
     

    Il ritrovamento rientra nel progetto “Lotta biologica alla specie aliena”, finanziato dalla Provincia autonoma di Trento. Stando a quanto rilevato dai ricercatori, la Leptopilina mostrerebbe interessanti somiglianze con il Ganapsis brasiliensis, l’antagonista esotico giunto dalla Svizzera e attualmente in sperimentazione nelle celle di quarantena della FEM, individuato anche quale principale candidato nella implementazione della lotta biologica.

    In tal senso, la sperimentazione sembra orientarsi verso un’azione sinergica dei due parassitoidi nel controllo biologico del moscerino dagli occhi rossi. La Lepropilina, infatti, potrebbe integrare l’attività di contenimento che verrà svolta da Ganapsis, aprendo così nuovi, importanti scenari nella lotta alla Drosophila. 

    Il ritrovamento del parassitoide “alieno”, mai riscontrato al di fuori del suo areale di origine e mai segnalato fino ad ora in Europa, è avvenuto in seguito al monitoraggio territoriale eseguito dalla FEM al fine di verificare il livello di infestazione di Drosophila.
    Attualmente, dopo un primo rilevamento, si è avviato uno studio specifico che prevede il campionamento di frutti coltivati e spontanei raccolti direttamente dalla pianta e conservati in cella climatica al fine di verificare l’eventuale sfarfallamento di altri parassitoidi alieni.

    Sebbene ancora in corso, l’indagine ha già rilevato la presenza di L. japonica in altri cinque siti della provincia trentina distanti fino a 20 km l’uno dall’altro e collocati ad altitudini comprese fra 211 e 685 metri.
    Intanto, il moscerino che si nutre della polpa rossa dei piccoli frutti continua a creare ingenti danni ai produttori e trovare quanto prima una soluzione che arresti il fenomeno resta prerogativa principale di tecnici e studiosi.


    Ilaria De Marinis
    ©fruitjournal.com




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