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    Mercoledì, 28 Ottobre 2020 10:39

    Mafia, le mani della Società foggiana sui fondi europei per l’agricoltura

    Questa mattina all’alba i carabinieri del Ros e i colleghi dei comandi provinciali hanno dato esecuzione a misure cautelari emesse dal Tribunale di Bari nei confronti di 48 persone, tutte arrestate.

    41 in carcere e 7 ai domiciliari, indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, concorrenza illecita con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi ed esplosivi, truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

    Tra gli altri, in carcere anche tre funzionari regionali, Cosimo Specchia, Giovanni Bozza e Giovanni Granatiero. Rispondono di associazione a delinquere per i finanziamenti ad alcune società agricole che avrebbero truffato la Regione. Cosimo Specchia è il responsabile della attuale sottomisura 4.2 del Psr 2014-2020. Bozza è accusato anche di corruzione per aver preso 30mila euro, oltre a cisterne di nafta e l’uso di una automobile Hyundai per chiudere un occhio sui controlli. Carcere anche per Luigi Cianci, funzionario dell'ufficio di Foggia.

    È finito in carcere anche Manlio Cassandro, agronomo, 61 anni, titolare dell’omonimo studio di Barletta che si occupa di finanziamenti europei, a cui fa capo al momento il maggior numero di domande presentate in Regione (oltre mille) sul Piano di sviluppo rurale. In anni passati fu protagonista di un aspro scontro con Coldiretti. Più recentemente, nel corso dell’estate, è stato (con una lettera a sua firma) uno degli ispiratori delle modifiche al Psr.

    Cassandro è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai fondi comunitari: secondo la Procura di Bari avrebbe sottoscritto una relazione che avallava le sovrafatturazioni presentate dagli imprenditori arrestati. La truffa ai fondi europei erogati dalla Regione ammonta a circa 16 milioni.

    “Questa inchiesta - commenta Francesco Giannella, il procuratore aggiunto di Bari che coordina la Direzione distrettuale antimafia - conferma che la Società foggiana è molto più potente di quello che si pensi. È una mafia vera che penetra nel tessuto sano della società condizionandone l’economia”. Sono complessivamente 48 le persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi e esplosivi, e truffe allo Stato per l’erogazione di fondi pubblici.

    L’indagine del Ros dei Carabinieri, dopo la cattura del latitante Francesco Russo in Romania, si è concentrata sul clan “Sinesi-Francavilla”, una delle organizzazioni mafiose egemoni in provincia di Foggia. Oltre ai reati classici dei clan, il gruppo criminale avrebbe riciclato i propri proventi illeciti all'estero oltre a truffare la Regione Puglia con la complicità dei tre dipendenti e del consulente finiti in carcere. 

     

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