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    Martedì, 15 Dicembre 2020 11:19

    Mancozeb, addio entro giugno 2021

    Via al Mancozeb entro giugno 2021: la Commissione UE ha stabilito che il principio attivo ad ampio spettro d’azione è dannoso sia per l’ambiente che per la riproduzione.

    È giunta in queste ore la conferma del ritiro del Mancozeb dal mercato. L’autorizzazione del fungicida era in scadenza a gennaio 2021, perchè accusato di essere un interferente endocrino.

    La discussione fra i Paesi membri è stata lunga e tortuosa. Decisiva è stata la valutazione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che ha confermato rischi per la salute, in particolare sulla riproduzione e per l’ambiente.


    Approvata in ottobre nel comitato permanente per piante, animali, alimenti e mangimi, la decisione della Commissione europea è quindi ora ufficiale: il Mancozeb dovrà essere eliminato dal mercato. Compito degli Stati membri sarà adesso procedere con la revoca delle autorizzazioni per tutti i prodotti fitosanitari contenenti la sostanza entro giugno 2021.

    Utilizzato a partire dagli anni ‘40 per contrastare la resistenza ai pesticidi nei funghi e in altri parassiti delle piante, il Mancozeb era largamente impiegato anche nel nostro Paese.


    “La protezione dei cittadini e dell’ambiente dalle sostanze chimiche pericolose è una priorità per la Commissione europea”, ha dichiarato Stella Kyriakides, Commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare. “Ridurre la dipendenza dai pesticidi chimici è uno dei pilastri della strategia “From Farm to Fork” presentata la scorsa primavera”.


    Entusiasta anche la dichiarazione di Andrea Michele Tiso, presidente nazionale della confederazione degli agricoltori Confeuro: “L’Europa dice finalmente addio a uno dei pesticidi più discussi e pericolosi per la salute e l’ambiente, mostrando il coraggio e la risolutezza indispensabili per l’affermazione di un’agricoltura sostenibile”. “La Commissione ha mostrato oggi la volontà politica che era mancata finora per dire l’ultima parola sulla questione. La decisione prova che è possibile cambiare il volto della nostra agricoltura e resistere alle pressioni dell’agroindustria - ha aggiunto - sarà fondamentale che decisioni come quella di oggi non restino episodi isolati, ma contribuiscano alla transizione agroecologica dell’intero settore primario”.


    Resta tuttavia da capire se ci sarà un’alternativa al fungicida eliminato dal mercato. Il rischio è quello di un successo a metà: ambiente e salute tutelati, ma un alleato in meno nelle mani degli agricoltori per salvaguardare adeguatamente le produzioni dai patogeni.

     

    Ilaria De Marinis
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