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    Martedì, 25 Maggio 2021 10:14

    Ismea: polizze agricole agevolate e valori assicurativi in crescita al Sud

    Polizze agricole agevolate e valori assicurativi in crescita nelle regioni del Sud Italia. A rivelarlo, l’ultimo Rapporto Ismea sulla Gestione del Rischio in Agricoltura 2021.

    Realizzato in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il rapporto Ismea rileva una sostanziale tenuta del mercato delle polizze agricole agevolate e una crescita dei valori assicurativi al Sud Italia.

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    Stando all’ultimo rapporto Ismea sulla Gestione del Rischio in Agricoltura, infatti, il mercato delle polizze agricole agevolate sembra mantenersi costante, con valori per oltre 6,1 miliardi di euro nel solo comparto delle coltivazioni vegetali (-0,1% sul 2019), rappresentativo del 72% del totale.


    D’altra parte, le stime Ismea - elaborate sulla base dei dati trasmessi dalle compagnie assicurative - riportano una crescita dello 0,4% delle polizze assicurative, comprese quelle zootecniche e quelle contro i danni alle strutture aziendali, scavalcando la soglia degli 8,5 miliardi di euro. All’ulteriore incremento delle polizze sulle strutture (principalmente serre e impianti di protezione per le colture), per un valore pari ad oltre un miliardo di euro e in crescita del 5,9% sul 2019, si è tuttavia contrapposta una riduzione dell’1,5% delle assicurazioni specifiche del comparto zootecnico, per lo più destinate alla copertura dei rischi sanitari (1,3 miliardi).

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    L’evoluzione dei costi assicurativi nel 2020 - rivela ancora il Rapporto -  ha confermato la tendenza già riscontrata nelle precedenti campagne. Per le colture vegetali i premi hanno raggiunto il più alto livello di sempre (557,8 milioni di euro), con un balzo dell’11% rispetto al 2019. Ai massimi storici anche la tariffa media applicata dalle compagnie, che nel 2020 ha superato per la prima volta la soglia del 9%.


    Per quanto riguarda il contesto assicurativo agricolo nazionale, invece, dati di rilievo si registrano relativamente alle regioni del Sud Italia, che continuano nella rincorsa già avviata nella scorsa campagna e fanno segnare anche per il 2020 un ulteriore incremento del numero di aziende e di valori assicurati, cresciuti rispettivamente del 4,8% e del 17,7%. Una dinamica in parziale controtendenza con quella riscontrata nelle regioni del Nord e del Centro Italia che, pur detenendo il primato nazionale in termini di valori assicurativi, scontano una contrazione nel numero di aziende con polizze agevolate, diminuite rispettivamente dell’1,7 e dell’1,3 per cento.

    La crescita del mercato assicurativo è peraltro sostenuta dalle buone performance registrate dal sistema della contribuzione pubblica che, beneficiando delle azioni intraprese dall’Amministrazione per lo snellimento burocratico e per la riduzione del carico amministrativo in capo ai beneficiari, nel corso delle ultime annualità ha visto aumentare notevolmente il tasso di spesa – nel 2020 per le colture vegetali si arriva a un rapporto tra pagamenti effettuati e risorse impegnate pari al 98% - e ridursi sensibilmente le tempistiche medie per l’erogazione del sostegno in favore degli agricoltori (nell’ultima annualità sono solo 29 i giorni mediamente intercorrenti tra la data di presentazione della domanda di sostegno e quella di concessione del contributo, a fronte dei 256 giorni del 2016).

    Con 1,97 miliardi di euro, il prodotto più assicurato resta l’uva da vino, in crescita dello 0,5% rispetto al 2019.
    Numeri significativi si registrano anche per mele e riso, rispettivamente con 672 e 430 milioni circa, seguiti dal mais da granella e dai pomodori da industria.

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    Come sottolineato da Ismea, a fronte di gelate, caldo fuori stagione e altri stravolgimenti in atto associati ai cambiamenti climatici, l’importanza del tema della gestione del rischio è sempre più sotto gli occhi di tutti.
    Tanto da stimolare il dibattito anche in sede di riforma della PAC, evidenziando l’esigenza di affiancare al tradizionale sistema delle polizze agevolate, dati i limiti di capacità assuntiva, uno strumento innovativo costituito da un Fondo pubblico di mutualità circoscritto ai rischi catastrofali (gelo, siccità e alluvione).
    Accanto a questo, già a partire dal 2021 è stata introdotta un’altra importante novità. Si tratta degli Standard Value, elaborati dall’Ismea e approvati dal Mipaaf: parametri introdotti per la verifica dei valori assicurati, quale elemento di semplificazione nelle procedure amministrative per la gestione del sostegno a favore delle aziende agricole.

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    D’altra parte, a fronte di queste evidenze, indubbiamente incoraggianti, nel Report si segnala anche come il sistema di gestione del rischio in agricoltura sconti ancora il permanere di vincoli strutturali e criticità che ne limitano fortemente lo sviluppo. Specie in prossimità dell’avvio della nuova PAC, per cui sono richiesti ulteriori sforzi finalizzati a ridisegnare un’architettura degli strumenti di risk management più efficiente ed economicamente sostenibile, strumentale anche a supportare la transizione ecologica. Il numero di aziende assicurate rimane infatti ancora troppo contenuto: circa 76.000 unità a fronte di quasi 705.000 aziende agricole beneficiarie di pagamenti della PAC. Unità che, tra l’altro, si riflettono in una limitata distribuzione settoriale e territoriale delle polizze, con il persistere di indesiderati fenomeni di selezione avversa, notoriamente considerati di ostacolo allo sviluppo del mercato assicurativo.

    La persistente concentrazione territoriale e la limitatezza della base assicurata, in abbinamento al trend sfavorevole dei tassi di sinistrosità per il comparto agricolo, trova l’inevitabile riflesso nell’aumento progressivo dei tassi praticati dalle compagnie assicurative, con le tariffe medie nazionali che nella campagna 2020 hanno raggiunto il valore record del 9,06%.

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    Ilaria De Marinis
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