Colture

    Martedì, 15 Settembre 2020 09:49

    Ciliegie: il calcio può influenzarne la maturazione

    La stagione 2020 per le ciliegie è ormai trascorsa, ma la ricerca non è stagionale. Proprio dal fronte scientifico, infatti, pare giungano “buone nuove” per il comparto agricolo.

    In particolare, la mappatura ad alto rendimento sui frutti del ciliegio ha mostrato interessanti risposte in seguito ai trattamenti a base di calcio.

    Dati emersi di recente hanno infatti evidenziato come l’apporto di calcio, applicato per via esogena, possa determinare il cambiamento dei metaboliti nei frutti trattati, riprogrammando specificamente lo sviluppo delle ciliegie e il processo di maturazione.

    Sebbene la regolazione della maturazione dei frutti attraverso l’apporto di calcio sia ancora guardata con diffidenza, diversi studi hanno dimostrato la tendenza - propria di questo elemento chimico - a modulare un’ampia gamma di processi di sviluppo delle piante.

    Nello specifico, in una sperimentazione condotta da un team di undici studiosi afferenti all’Università Aristotele di Salonicco, in Grecia, sono stati impiegati i profili del trascrittoma, del proteoma e del metaboloma al fine di registrare le risposte del frutto della ciliegia dolce all’applicazione esterna di calcio (0,5% CaCl2) a distanza di 15, 27 e 37 giorni dalla piena fioritura. In seguito agli apporti nutrizionali si è verificata una corrispondenza del carico endogeno dell’elemento all’interno del frutto (accompagnato da una riduzione della frequenza respiratoria).
    A seconda delle dimensioni del frutto, della temperatura dell’acqua di irrigazione e delle condizioni di luce/buio, nel corso di due prove, si è potuto constatare che la somministrazione di calcio diminuisce considerevolmente il numero di frutti compromessi dal cracking.

    Non solo: nei frutti alimentati con il calcio sono stati osservati cambiamenti sostanziali per numerosi metaboliti primari e secondari polari/non polari, tra cui spicca il glucosio. Il calcio ha inoltre aumentato il numero di enzimi presenti nel frutto.
    La panoramica dei cambiamenti temporali nell’espressione genica e la corrispondente abbondanza proteica emerse dalle analisi hanno inoltre rivelato che tutta una serie di meccanismi biochimici all’interno della cellula, tra cui la chiusura degli stomi sia influenzata, per l’appunto, dal calcio.

    Il rapporto degli studi condotti ha dunque fornito una caratterizzazione più completa dei modelli di espressione genica, proteine ​​e metaboliti sensibili al calcio attualmente disponibili nella maturazione dei frutti, da tenere a mente anche per le aziende condotte in bio.
    In particolare, per il settore cerasicolo che, guardando a questi interessanti contributi scientifici, potrebbe così intervenire significativamente nel processo di sviluppo e maturazione dei frutti.

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    Ilaria De Marinis
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