Colture

    Lunedì, 12 Ottobre 2020 14:23

    Mandorle: aumenta la domanda, diminuisce l'offerta

    Tutti pazzi per le mandorle, ma l’offerta è insufficiente. Oggi dall’Italia proviene meno del 2% della produzione mondiale di mandorle, nonostante la domanda sia in forte crescita.

    A riprova di questa “febbre” da mandorle, ci sono, purtroppo, anche le razzie subite dalle aziende pugliesi, dove sempre più spesso si assiste a furti organizzati che costringono i coltivatori di mandorle ad anticipare la raccolta e munirsi di servizi di vigilanza per contrastare il fenomeno.
    Fenomeno che si lega proprio a questa impennata della domanda del frutto alla quale, tuttavia, non corrisponde un’offerta adeguata.
    Quest’anno, inoltre, le gelate primaverili hanno compromesso anche la discreta produzione locale.


    Un dato in netta controtendenza rispetto al passato se consideriamo che - prima ancora della viticoltura da tavola e dell’olivicoltura - il Bel Paese primeggiava per il numero di ettari adibiti alla coltivazione di mandorle.


    Un primato lasciato poi alla California, dove il frutto, nel tempo, è stato fortemente rilanciato e rivalutato. Tanto da stravolgere il mercato globale. Il Paese statunitense ad oggi è leader mondiale per la produzione di questo frutto, nonché primo fornitore dell’Italia.

    Negli ultimi anni, però, la coltivazione di mandorle segna una crescita importante anche sul nostro territorio nazionale. Non soltanto nelle due regioni culla di questo frutto (Puglia e Sicilia), ma anche in Calabria e Campania, zone vocate ma che non hanno mai scommesso veramente sulla mandorlicoltura.
    La “primavera” del settore sul fronte italiano è comunque strettamente legata alle innovazioni apportate in campo dai coltivatori nostrani: cultivar moderne capaci di ottimizzare la resa, maggiore densità per gli impianti, irrigazione controllata ed elevata meccanizzazione della raccolta.

    D’altra parte, il mandorlo è una coltura particolare: la piante sono produttive dopo tre anni e raggiungono la piena produttività dopo 6 anni. Anche per questo, forse, nonostante aumentino gli impianti italiani, la produzione nazionale non riesce ancora a stare al passo con il boom dei consumi.
    In prospettiva, inoltre, l’andamento si profila ancora positivo.

    Stando ai dati pubblicati da Il Sole 24 Ore, infatti, per il quinto anno consecutivo, la mandorla - con il 40% dei nuovi prodotti lanciati nel 2019 - risulta la frutticola più dinamica nel mondo della frutta secca. Ed è proprio l’Italia, con un aumento del 20% di prodotti trasformati contenenti mandorle, a guidare questo trend che, nel resto dell’intera Unione Europea, si ferma al 12%.

    Adesso, dunque, non resta che investire nella produzione affinché i volumi del frutto Made in Italy possano presto rispondere alle richieste del mercato.

     

    Ilaria De Marinis
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