Colture

    Giovedì, 15 Ottobre 2020 10:10

    Castagne: le difficoltà non fermano la raccolta

    Regina d’autunno, la castagna è ormai pronta per essere accolta sulle tavole, a celebrare con il suo gusto e la sua bellezza la stagione più colorata dell’anno.

    Nonostante il ritardo di circa 15 giorni causato dal clima sfavorevole, la campagna ormai avviata pare prospettarsi positiva, nonostante °Brixe e volumi paiono leggermente inferiori rispetto al 2019.


    D’altra parte, stando ai primi dati trapelati, le castagne finora raccolte si presentano di buona qualità, con un ottimo livello di dolcezza e prive di particolari anomalie. Elementi che spingono i produttori a confidare nella vendita diretta prima, e nella trasformazione poi.


    Per il momento, infatti, si stima che la produzione nazionale sarà superiore alle 30 mila tonnellate. In particolare, la carenza di frutti si registra in modo più evidente da una certa altitudine in su; laddove le aree produttive sorgono nei pressi delle zone abitate, la produzione si attesta, invece, con volumi significativi.


    Tuttavia, a livello nazionale, la domanda si conferma poco vivace, e l’importazione di castagne da Grecia, Turchia, Portogallo e Spagna in termini di volumi coinciderà orientativamente con la produzione nazionale.


    Del resto, nel corso del tempo, la raccolta delle castagne è stata costretta a fare i conti con una serie di negatività che hanno insidiato il comparto: dal caldo prolungato che impedisce ai frutti di crescere, alla diffusione del cinipide che ha funestato milioni di castagneti. Statisticamente, infatti, nel corso degli ultimi 50 anni la produzione italiana è crollata: basti pensare che nel 1961 era superiore alle 120mila tonnellate e dopo il minimo storico del 2014 di circa 18mila tonnellate, non ha più raggiunto i volumi di un tempo.


    Tra l’altro, è bene ricordare che sul territorio nazionale la maggior parte dei castagneti è di natura selvatica, e questo frena la possibilità di fare previsioni o aspettative.


    Quest’anno, poi, a incrinare ulteriormente le speranze dei castanicoltori si è aggiunta l’emergenza sanitaria da Covid-19 che, infatti, non ha permesso e non permetterà lo svolgimento di sagre e manifestazioni utili alla promozione del frutto simbolo dell’autunno.


    Tra molte difficoltà e complicazioni, la raccolta delle castagne 2020 comunque non demorde e, anzi, prosegue con un pizzico di ottimismo. La speranza è che, una volta entrati nel pieno della stagione, il consumo di castagne trovi nuovo impulso e aumenti progressivamente per restituire all’antico frutto il valore che merita.

     

    Ilaria De Marinis
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