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    Colture

    Giovedì, 11 Marzo 2021 11:02

    Xylella, un progetto per controllare la popolazione dell’insetto vettore

    Disturbare il canto delle sputacchine per controllare la popolazione dell’insetto vettore della Xylella: questo il progetto XF-ACTORS, reso noto da Coldiretti Puglia qualche giorno fa.

    Oggi, il numero totale di piante infette da Xylella ammonta a 1118, di cui le ultime cinque sono state intercettate in zona di contenimento, in agro di Ostuni.
    Parallelamente, però, la ricerca continua inarrestabile il proprio lavoro e dalla collaborazione tra l’Università di Trento, il CIHEAM Bari e la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige è nato XF-ACTORS, uno studio di biotremologia interamente dedicato al controllo sostenibile della sputacchina, vettore di Xylella.

    Il progetto mira a disturbare il “canto d’amore” delle sputacchine, al fine di poter controllare la popolazione dell’insetto vettore di Xylella fastidiosa. Tale operazione andrebbe effettuata nel mese di agosto, quando le femmine iniziano a emettere richiami per attirare un partner con cui accoppiarsi.


    A questo, però si deve aggiungere anche la lotta biologica condotta con la confusione sessuale.


    Stando alle dichiarazioni rilasciate dai ricercatori su Infoxylella, sono state inizialmente investigate le forme di comunicazione tra le sputacchine grazie all’impiego della biotremologia. Questa è una branca innovativa dell’entomologia che studia i segnali vibrazionali e il loro effetto sul comportamento degli insetti, permettendo - tra l’altro - di sviluppare strategie agricole ecocompatibili per il controllo di insetti dannosi.

    Decodificando i segnali si è allora scoperto che il maschio emette vibrazioni in primavera, non appena entra nella fase adulta. Diversamente, la femmina aspetta la fine dell’estate per “cantare”. Questo “duetto” è essenziale per la riproduzione della specie, perché permette al maschio di localizzare la posizione della compagna.

    La femmina, d’altra parte, produce uno specifico segnale di rifiuto se un maschio la approccia in primavera o se tenta di accoppiarsi senza averla appropriatamente corteggiata in estate. Per comprendere tale predisposizione al canto e al “duetto”, alcune femmine sono state quindi sottoposte alla registrazione di un corteggiamento o alla presenza fisica di un maschio. In particolare, previa dissezione microscopica, è stato osservato lo sviluppo dei loro ovari.

    Si è così scoperto che le femmine cominciano a chiamare, rispondere e riprodursi con il maschio solo quando nei loro ovari sono presenti le prima uova, ovvero a partire dal mese di agosto. Con il progredire della stagione, la maturazione delle uova aumenta e un numero sempre maggiore di femmine emette vibrazioni, in cerca di un compagno con il quale accoppiarsi.

    Ne consegue che, inevitabilmente, qualsiasi futura tecnica di confusione sessuale vibrazionale indirizzata a interferire con la comunicazione tra maschio e femmina risulterà efficace solo se applicata dopo agosto, quando le femmine iniziano a emettere richiami per attirare un partner con cui accoppiarsi.

     

    Come sottolineato da Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, “lo studio è ancora in corso e certamente porterà a evidenze scientifiche essenziali per la lotta all’insetto vettore”. “Rimane comunque evidente l’importanza della ricerca scientifica nella lotta a Xylella fastidiosa che va sostenuta dando una stretta al finanziamento di 10 milioni stanziati dal Piano per la Rigenerazione olivicola per le attività di ricerca dei laboratori”, ha ribadito Muraglia.

    Ricerca, monitoraggio, campionamento, analisi di laboratorio e tempestive pratiche di prevenzione fitosanitaria, infatti, rappresentano attività cruciali nella lotta a Xylella, specie se si considera che non esiste ancora una cura per la batteriosi, né uno strumento per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi dell’infezione.

    Al momento, come sottolineato da Coldiretti, le uniche armi a disposizione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione restano quindi il controllo della presenza di potenziali vettori contaminati e la successiva rimozione delle piante a rischio.

     

    D’altra parte, attualmente, solo nell’area infetta risultano contaminati 183 mila ettari e 21 milioni di alberi. Intanto, Coldiretti Puglia ha scritto nuovamente ai Sindaci dei 258 Comuni pugliesi per avviare nuove operazioni di contrasto. Il batterio, infatti, continua a essere trasmesso da insetti (emitteri) che si nutrono succhiando la linfa dei vasi xilematici. Tre gli insetti vettori accertati in Puglia, si riscontrano Philaenus italosignus, Neophilaenus campestris e Philaenus spumarius, più facilmente noto come “sputacchina media”.

     

    “La vastità del problema, la rilevanza economica della coltura per l’intero territorio regionale e l’obbligatorietà che impone la normativa fitosanitaria comunitaria e nazionale in caso di ritrovamento di patogeni da quarantena impongono scelte e provvedimenti oltremodo urgenti – ha concluso Coldiretti Puglia -  anche in considerazione della diffusione della malattia che, dopo aver causato il disseccamento degli ulivi leccesi ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando in provincia di Bari, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’economia e sull’occupazione”.

     

    Ilaria De Marinis
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