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    Colture

    Mercoledì, 14 Luglio 2021 14:56

    Avocado, rapporto Fao: produzione triplicata entro il 2030

    Secondo un rapporto della FAO, entro il 2030 la produzione di avocado a livello mondiale sarà tre volte superiore rispetto ai livelli del 2010, raggiungendo i 12 milioni di tonnellate.

    Nonostante l’avocado abbia il livello produttivo più basso rispetto ai principali frutti tropicali, secondo quanto riportato dall’OECD-FAO Agricultural Outlook 2021-2030, negli ultimi anni è la coltura che ha registrato la crescita più rapida della produzione.

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    A favorire significativamente questa crescita, l’ampia domanda globale e i redditizi prezzi unitari delle esportazioni che, secondo il rapporto, stanno stimolando investimenti incisivi per l’espansione della coltura sia nelle principali zone di produzione che in quelle emergenti.

    La produzione di avocado è stata finora concentrata in un piccolo numero di regioni e paesi, con le prime dieci aree di produzione che rappresentano attualmente quasi l’80% della produzione mondiale. D’altra parte, circa il 74% della produzione dovrebbe rimanere in America Latina e nei Caraibi, date le favorevoli condizioni di crescita.

    In ogni caso, per far fronte alla rapida crescita della domanda globale, si prevede che l’avocado diventerà il frutto tropicale più scambiato entro il 2030, raggiungendo 3,9 milioni di tonnellate di esportazioni e superando ananas e mango in termini di quantità.

    Non solo: dati gli alti prezzi medi unitari dell’avocado, il valore totale delle esportazioni mondiali del frutto raggiungerebbe una stima di 8,3 miliardi di dollari in termini di valore costante dal 2014 al 2016, rendendo di fatto l’avocado uno dei frutti più preziosi al mondo.

    Il Messico si confermerà il maggior produttore ed esportatore mondiale di avocado, la cui produzione dovrebbe crescere del 5,2% annuo nei prossimi dieci anni anche grazie all’aumento costante della domanda negli Stati Uniti. Per questo, e nonostante la crescente concorrenza degli esportatori emergenti, si prevede che il Messico aumenterà ulteriormente la propria quota di mercato al 63% nel 2030.

    Per quanto riguarda i Paesi importatori, invece, il rapporto Fao conferma il ruolo giocato da Stati Uniti e Paesi europei che nel 2030 dovrebbero costituire rispettivamente il 40% e il 31% delle importazioni mondiali. A questi, però, si potrebbero affiancare Cina e alcuni Stati del Medio Oriente, dove le importazioni stanno aumentando rapidamente.

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    Ilaria De Marinis
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