Colture

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    L’anticipo del germogliamento e della fioritura ha due effetti principali: attacchi parassitari più precoci e maggiori rischi di danni da gelate tardive, problemi che i cambiamenti climatici non hanno cancellato.

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    Appare oggi sempre più evidente l'influenza esercitata dal cambiamento climatico sui diversi aspetti dell'attività agricola, dalla gestione del suolo e del suo contenuto in sostanza organica a quella della risorsa idrica e delle operazioni colturali.

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    L’aspetto più significativo per il ciliegio, riguarda l’introduzione del carattere dell’autofertilità. Questo aspetto ha costituito una delle basi del programma di breeding della stazione di Summerland in British Columbia (Canada).

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    La disponibilità di materiali genetici con caratteristiche innovative, che poi si concretizzano in nuove varietà, costituisce il fattore fondamentale dell’evoluzione della frutticoltura, assieme alla messa a punto di nuovi sistemi colturali, di forme di allevamento, di sistemi d’impianto, passando per le moderne tecniche di protezione, alla proposizione di innumerevoli tipologie di materiali di propagazione oggi offerti dal settore vivaistico.

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    Importanti novità nel panorama frutticolo romagnolo, che da oggi può contare su promettenti selezioni per l’albicocco e il pesco. Si tratta dell’interessante risultato del progetto di breeding denominato MASPES, avviato nel 2007 dal CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) per ottenere una nuova gamma varietale di albicocche, pesche e nettarine di alto livello qualitativo attraverso il miglioramento genetico.

    “Resistenti alle principali malattie ed affidabili in termini di costanza produttiva e rusticità – dichiara Alvaro Crociani, direttore di CRPV – queste cultivar, ottenute dopo anni di incessante lavoro, sono state studiate per essere proposte alla distribuzione commerciale con continuità di offerta, rispondendo alle esigenze dei consumatori, in rapida evoluzione, e conquistare nuovi mercati, anche internazionali. Un elemento decisamente qualificante e strategico per il comprensorio romagnolo, da sempre ai vertici in Italia per superfici di albicocche, pesche e nettarine, con una produzione in grado di alimentare, tra PLV e indotto, un flusso economico stimabile in quasi 10 miliardi di euro”.

    “Complessivamente – prosegue Crociani – per quanto riguarda l’albicocco, il grande lavoro di selezione di MASPES conta attualmente circa 10.700 semenzali (la maggior parte dei quali contiene nel background genetico almeno un genitore resistente alla Sharka) e 38 selezioni pre-commerciali in grado di coprire un calendario di maturazione di oltre due mesi (da fine maggio a inizio agosto). Per il pesco, invece, si contano circa 6.100 semenzali (rispondenti a obiettivi specifici quali polpa “stony hard”, lunga shelf life, tolleranza alla Sharka, resistenza alla Monilia) e 80 selezioni pre-commerciali tra pesche e nettarine (a polpa gialla o bianca), in grado di coprire un calendario di maturazione di circa quattro mesi, da giugno a settembre”.

    Fra le nuove varietà di albicocco, Pieve (dotata di buona rusticità, ottimo sapore e aspetto attraente con frutti di maggior qualità rispetto a Portici e meno soggetti a screpolature e imbrunimenti) e Petra (molto interessante per l’attraente aspetto esteriore del frutto, presenta pezzatura elevata e ottima consistenza del frutto).

    Tra le varietà di pesche, si segnala Bordò (interessante per la precoce epoca di maturazione, l’aspetto ed il sapore dei frutti, di ottima consistenza), tra le nettarine Rebus 028 (caratterizzata da epoca di maturazione precoce, attraente aspetto esteriore del frutto e sapore subacido, buono) e Dulciva (interessante per l’epoca tardiva, l’elevata produttività e pezzatura dei frutti). “Queste nuove selezioni varietali – sottolinea Crociani – sono state ottenute attraverso metodologie innovative basate sulla genomica ed in particolare sulla MAS (marker-assisted selection) detta anche selezione assistita, in grado di rendere più efficiente il lavoro di selezione varietale tramite l’ausilio di marcatori molecolari”.

    Avviato dal CRPV raccogliendo le istanze delle principali Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli aderenti (Apo Conerpo, Apofruit Italia, Orogel Fresco, Pempa-Corer), il progetto è stato inzialmente cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna e poi interamente dalle OP che costituiscono la base del CRPV.

    “Recentemente – sottolinea Crociani – MASPES ha visto ampliarsi ulteriormente la propria compagine, che coinvolge ora anche la società New Plant (costituita da Apo Conerpo, Apofruit Italia e Orogel Fresco), il Consorzio Agribologna e le aziende vivaistiche aderenti al CAV, quali Geoplant Vivai, Vitroplant Italia e Vivai F.lli Zanzi, rappresentando un esempio virtuoso, unico in Italia, di integrazione strategica ed operativa tra produttori agricoli e vivaisti. In questo modo, il progetto, che vede la responsabilità scientifica dell’Università degli Studi di Milano, polarizza la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, costituendo un efficace esempio di convergenza di interessi tra il settore della ricerca e il comparto produttivo”.

    L’innovazione è fortemente radicata nel DNA di CRPV, che da oltre 30 anni promuove ricerca, sperimentazione e divulgazione nel comparto delle produzioni vegetali operando a diretto contatto con le maggiori realtà dell’agroalimentare.

     

    Fonte: ravennawebtv.

     

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    Focus, oggi, a San Michele all’Adige, sulle attività di sperimentazione e ricerca messe a punto dalla Fondazione Edmund Mach per fronteggiare le principali problematiche del comparto piccoli frutti e ciliegio, in primis il problema Drosophila Suzukii.

    La quinta giornata tecnica, promossa dal Centro Trasferimento Tecnologico e alla quale sono intervenute circa 200 persone, tra produttori e operatori del settore, ha fatto il punto sui risultati dell’attività sperimentale su alcune varietà di fragola, le attività di ricerca applicata al breeding di lampone e mirtillo, le sperimentazionI per il contenimento dell’oidio della fragola che sempre più puntano su prodotti di origine naturale; infine, il tema Drosophila suzukii e le relative prove di controllo con metodi biologici, prove che sembrano dare buoni risultati.

    In particolare, i rilasci negli appezzamenti sperimentali di parassitoidi locali stanno fornendo un importante contributo per la gestione del moscerino dei piccoli frutti, accanto al metodo delle reti anti-insetto ormai ampiamente consolidato.

    Trasversale a tutte le prove e ricerche il forte impegno Fem verso una agricoltura sostenibile e a metodi alternativi alla chimica. Gran parte di queste attività vengono svolte presso la sede di Vigalzano, dove ricercatori, tecnologi e tecnici sono quotidianamente impegnati, in rete con altri istituti nazionali ed europei.

    Risultati dell’attività sperimentale su alcune varietà unifere di fragola. Gianpiero Ganarin ha spiegato che la storica varietà Elsanta, per anni ampiamente coltivata in Trentino, negli ultimi anni ha manifestato problemi di produttività legati alla pezzatura, alla qualità e in particolare alla consistenza dei frutti nei periodi estivi più caldi.

    Per questo motivo molte aziende si sono orientate verso la coltivazione di fragole rifiorenti che garantiscono una produzione più costante nella stagione ma con maggiori difficoltà nella gestione. Viste le problematiche emerse dalla coltivazione delle fragole rifiorenti, si è ritenuto utile valutare l’utilizzo di varietà unifere che potessero sostituire la tradizionale Elsanta. Sono state quindi valutate nel corso del 2017 le performance di nuove varietà unifere con diverse tipologie di piante. Sono state valutate anche le performance di tipologie diverse di piante. Con l’attività di ricerca svolta è stato possibile individuare le epoche di raccolta delle varietà, le caratteristiche produttive e qualitative delle diverse varietà e l’influenza del tipo di pianta.

    Ricerca applicata al breeding di lampone e mirtillo: risultati utilizzabili per una produzione di qualità. Lara Giongo ha spiegato che i programmi di miglioramento genetico di mirtillo e lampone, i più recenti tra quelli di Fem, prevedono l’applicazione della ricerca in maniera multidisciplinare ed integrata. Così come la maggior parte degli obiettivi del breeding mirano ad un miglioramento delle colture, anche i settori applicativi di sviluppo della ricerca, dalla genomica, alle nuove metodologie e nuove conoscenze di caratterizzazione della pianta sottendono ad un miglioramento integrato della filiera di produzione. Le conoscenze sempre più approfondite dei singoli tratti coinvolti in un generale concetto di qualità, le loro interazioni nei diversi materiali prodotti dal breeding, ma anche nelle cultivar commerciali di riferimento, possono produrre positivi effetti in varie fasi di produzione e settori applicativi.

    Importanti differenze del profilo qualitativo a raccolta ed in post-raccolta possono impattare notevolmente la scelta varietale, la segmentazione del prodotto e la logistica da parte dei diversi operatori di settore. noltre, l’introduzione di nuovi tratti in mirtillo e lampone possono rappresentare uno stimolo ad ulteriori sviluppi in un’ottica di cambiamenti climatici e produrre effetti importanti sugli interventi agronomici necessari alla coltivazione, sul piano della scelta gestionale ed influire sulla qualità di lampone e mirtilli, sempre più richiesti dal mercato. Aggiornamento attività di sperimentazione per il contenimento dell’oidio su fragola. Daniele Prodorutti ha spiegato che l’oidio è la principale patologia fungina della fragola sotto tunnel e può infettare tutte le parti aeree della pianta.

    Le varietà di fragola rifiorenti, visto il lungo ciclo produttivo e la loro suscettibilità, presentano i maggiori problemi di contenimento di questa patologia. Le sempre maggiori restrizioni di utilizzo delle sostanze attive di sintesi rendono necessario lo sviluppo di nuove tecnologie e la valutazione dell’efficacia di prodotti di origine naturale, microbiologica o a basso impatto. I ricercatori hanno presentato alcune esperienze sperimentali di contenimento dell’oidio, valutando l’efficacia di prodotti di origine naturale e di un concime a base di microelementi con una possibile azione nei confronti di organismi patogeni. Le prove sperimentali con un prodotto a base di olio essenziale di arancio su cultivar di fragola unifera hanno dimostrato una buona efficacia sia in serra che in condizioni di campo. Per il contenimento dell’oidio su fragola rifiorente sarà necessario svolgere ulteriori prove utilizzando diverse tecniche agronomiche e di difesa integrata.

     

    Fonte: agenziagiornalisticaopinione.it

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    L’aspetto più significativo per questa specie, riguarda l’introduzione del carattere dell’autofertilità. Questo aspetto ha costituito una delle basi del programma di breeding della stazione di Summerland in British Columbia (Canada).

    Pubblicato in Nuove varietà

    La disponibilità di materiali genetici con caratteristiche innovative, che poi si concretizzano in nuove varietà, costituisce il fattore fondamentale dell’evoluzione della frutticoltura, assieme alla messa a punto di nuovi sistemi colturali, di forme di allevamento, di sistemi d’impianto, passando per le moderne tecniche di protezione, alla proposizione di innumerevoli tipologie di materiali di propagazione oggi offerti dal settore vivaistico.

    Pubblicato in Nuove varietà

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